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Perché i cani ci festeggiano quando torniamo?

Chi non conosce la socialità del cane? Chiunque sa che il cane è per definizione un animale sociale, come noi, d’altronde. Ma cosa vuol dire “animale sociale”? Significa concretamente non pensarsi mai al singolare ma sentirsi e desiderare di essere parte di un gruppo, quello famigliare, con il quale condividere ogni momento della propria vita. Ciò implica che il distacco e la solitudine, per un cane, non siano normali e debbano essere acquisiti gradualmente, man mano che cresce e si conquista una sufficiente autonomia.

Accoglienza cane

La socialità del cane

Un cane, che sia meticcio o di una qualsiasi razza, nasce con una aspettativa che è quella di appartenere ad un gruppo di conspecifici o misto, ovvero composto da esseri umani e/o altre specie. Tutto nella mente del cane lo porta a cercare sin dalle prime settimane di vita dei punti di riferimento, dapprima nella madre, poi nei fratelli e le sorelle, quindi in altri cani eventualmente presenti nell’ambiente di vita e, infine, nelle persone della famiglia adottiva. La coevoluzione cane – essere umano ha fatto sì, infatti, che anche noi diventassimo dei referenti primari per questa specie, in grado di rivestire un ruolo centrale nella loro vita.

Il cane sin dai primi momenti della vita cerca dei partner con i quali condividere ogni momento della sua esistenza, pensandosi al plurale, ricercando e rilevando quegli indizi che gli possano indicare il ruolo di ciascun membro del gruppo, pianificando le azioni in collaborazione, ciascuno secondo il proprio ruolo nel branco. Ecco perché vivere con questo compagno animale vuol dire averlo sempre accanto, sentirsi pressoché costantemente osservati, rilevare che lui è lì con la sua aspettativa di, attesa di, desiderio di essere e fare insieme.

Proprietario esce di casa

Che fai esci senza di me?

È per questa centrale socialità che i nostri cani vivono sempre una delusione quando ci vedono uscire senza di loro, non è nel loro stile lasciare indietro un membro del gruppo. Alcuni soggetti addirittura hanno dei veri e propri attacchi di panico quando si ritrovano da soli, ma questi sono casi patologici, coinvolgono quei cani che hanno avuto un periodo giovanile particolare e non hanno avuto la possibilità di strutturare una sana e solida autonomia.

Di certo, anche nei cani più equilibrati, il distacco da noi non è piacevole e altrettanto meraviglioso è il ricongiungimento con noi, anche dopo poche decine di minuti. Ed è per tutto questo che ci ritroviamo spesso di fronte a cani euforici al nostro rientro, incontenibili. Saltellano, ci portano il miglior peluche in omaggio, ci leccano, guaiscono e alcuni si emozionano così tanto – più frequentemente i giovani – da fare qualche goccia di pipì, incontenibile tanto quanto l’emozione che vivono.

Cane felice

Il cane festeggia solo al nostro rientro?

Di certo la ragione principale e la situazione in cui vediamo più spesso la gioia e la festosità nel cane è il ricongiungimento dopo un lungo o breve distacco, la ricomposizione del branco, il tornare a fare ed essere insieme.

Ci sono altre situazioni, tuttavia, in cui vediamo il cane felice di esserci accanto o di essere accanto a un loro amico conspecifico, facendo le cosiddette feste. Perché fare le feste, in fondo, è il modo che il cane ha di dirci “grazie”. Fanno le feste quando ricevono un bel giocattolo in regalo, per uno snack appetitoso, perché ci si risveglia insieme e vicini, perché si è condiviso qualcosa di divertente. Oppure accade perché si incontra “l’amico del cuore”, il cane compagno di scorribande al parco, l’amico del bar o qualcuno che per qualche ragione il cane è felice di incontrare.

Cane euforico

Quando sono incontenibili, che fare?

A volte gli umani lamentano un eccesso di euforia del loro cane nel fare le feste. Ciò accade con maggior frequenza a chi vive con un soggetto giovane oppure in quelli che hanno qualche difficoltà a contenere le emozioni e le esprimono con una certa intensità.

Più spesso le persone criticano il cane perché salta addosso sporcando o rovinando gli abiti, disturbando l’amica che passa per un caffè, firmando con qualche goccia di saliva il pantalone fresco di lavanderia o mordicchiando le mani.

C’è un rimedio spesso trascurato che riguarda prima di tutto il nostro atteggiamento ed è esattamente l’opposto di quello che viene spesso suggerito sul web. Il rimedio non è ignorare, voltare le spalle ma accogliere ed aiutare ad abbassare il “volume” dell’emotività.

La gioia per il ricongiungimento nei cani viene espressa con il contatto fisico, spesso tramite la bocca, impossibile contenere, inefficace ignorare e spesso questa gioia è veramente intensa e prorompente. Allora provare per credere: accogliamolo abbassandoci, consentendogli di sentirci vicini, lasciandogli leccare una mano o il viso, gratifichiamolo se ci porta un omaggio – che, peraltro, terrà impegnata la bocca, il che non guasta – ed evitiamo di respingere, gridare, dare le spalle perché questo non farà che accrescere l’euforia e la confusione: ma come, io sono felicissimissimo di rivederti e tu ti arrabbi? Allora dovrò mostrartelo meglio. E via che si riparte con un “volume” ancora più alto. Accoglienza, calma, attenzione alla postura del corpo e al tono della voce, incoraggiamento a portarci un omaggio e, soprattutto, gratificazione ogni volta in cui le feste saranno più posate, i vestiti salvi, le mani anche ed il piacere del ricongiungimento sarà così apprezzato da entrambi.

A cura della dott.ssa Maria Chiara Catalani,
Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale
Centro Veterinario Gregorio VII - Roma - BluVet
Presidente Senior SISCA
PhD Fisiopatologia e Medicina Anim. d'Affezione
Consulente MyLav

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