Durante l’incontro con i referenti, il professionista deve porre domande utili ad evidenziare le “caratteristiche” del cane e del gatto anche per quanto riguarda l’attività ludica, come per esempio i giocattoli preferiti dall’animale e i giochi sociali che gradisce effettuare. È necessario che il Pet Sitter si attenga alle attività che il cane e il gatto realizzano abitualmente e che i referenti gli mostrano durante la visita conoscitiva. Ogni cambiamento, infatti, deve essere attentamente valutato e discusso con la famiglia, poiché potrebbe mettere l’animale a disagio.

Le informazioni che il professionista deve raccogliere
Il gioco è un concetto difficile da definire in modo univoco: è descritto come un comportamento solitario o sociale, specie-specifico, a volte espresso in modo diverso nei maschi e nelle femmine e che si modifica con l’età. È possibile giocare in modo “cinetico e fisico”, come per esempio lanciando un oggetto, realizzare un gioco cognitivo, rappresentato dal risolvere insieme un rompicapo (problem solving), o un gioco “comico” dove prevalgono il divertimento, la finzione e la distrazione.
È necessario coinvolgere l’animale in attività ludiche di tipologia differente e, soprattutto, lasciarsi ingaggiare accettando anche le sue proposte. Le attività ludiche non sono compiti o esercizi per mettere il cane e il gatto alla prova o in difficoltà; tutti i partecipanti devono divertirsi e conservare un buon ricordo dell’esperienza effettuata.
Consiglio di raccogliere informazioni sui comportamenti che il cane e il gatto realizzano durante il gioco come, per esempio, “proteggere” minacciando o aggredendo chi si avvicina alla pallina preferita (esseri umani o altri animali), chiedere in modo “ossessivo” di lanciare un oggetto, distruggere il giocattolo e ingerire i frammenti, “agitarsi” e iniziare a saltare o mordicchiare non riuscendo a controllare l’eccitazione. Il Pet Sitter deve informarsi anche sulle situazioni che possono mettere a rischio la salute dell’animale come la somministrazione di premi in cibo non idonei (in caso di intolleranze alimentari).
Con l’estate cambiano le abitudini
Per quanto riguarda il cane è opportuno realizzare l’attività ludica quando è in libertà nelle apposite aree in assenza di altri animali. La competizione per raggiungere il giocattolo o il legnetto, infatti, potrebbe innescare un comportamento di aggressione.
Rincorrersi, passeggiare in città e nel bosco salendo sui muretti o passando tra i cespugli, cercare oggetti nascosti sono esempi di attività ludiche.
Per quanto riguarda il gatto, i giochi con oggetti permangono a lungo, pressoché per tutta la vita. Gli “strumenti del mestiere” presenti nell’abitazione del referente sono ricoperti di feromoni, molecole chimiche prodotte da numerose ghiandole della cute del gatto che li identificano come oggetti “personali”. La percezione dei feromoni prodotti da un altro piccolo felino provoca agitazione e stress: per questo è necessario non portare con sé giocattoli estranei. Palline di carta, tappi di sughero, noci, nocciole, pasta cruda e così via possono “animarsi” tra le mani del piccolo felino. I diversi materiali possono essere raccolti in una scatola di cartone a bordo basso così che il gatto possa prenderli quando lo desidera. Il piccolo felino, anche in età adulta, gioca volentieri con gli esseri umani: possiamo coinvolgerlo in attività come nascondino oppure nella costruzione di manufatti come scatole di cartone con fori (simili a tane dove intrufolarsi) e così via.
Laser e giochi di luce devono essere evitati poiché non solo aumentano l’eccitazione del gatto ma anche la frustrazione: la “caccia” non porta ad alcun risultato poiché la “preda” è impalpabile.
A cura di
Dott.ssa Sabrina Giussani,
Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale
Medico Veterinario Esperto in IAA
Diplomato Medico Veterinario Comportamentalista ENVF
Master in Etologia applicata e Benessere animale
Presidente Senior SISCA