Il pet sitter è una figura professionale utilissima per tutti i proprietari, specie se si hanno gatti o cani con problemi comportamentali che difficilmente starebbero bene in pensione. Ma come si può capire se la persona è affidabile? Quali caratteristiche dovrebbe possedere? Ci risponde il dott. Franco Fassola.

Quando rivolgersi a un pet sitter
Generalmente si richiede l'intervento di un pet sitter la per gestione quotidiana dell'animale che vive in famiglia. Il professionista dovrà quindi portare fuori il cane, pulire la cassetta igienica del gatto, spazzolare, nutrire e somministrare le medicine se necessario.
Nel condurre in passeggiata il cane gli farà compiere la giusta quantità di attività fisica, favorirà la socializzazione con i consimili e con le persone e lo farà giocare. Nel caso del gatto invece rimarrà in casa e interagirà con esso, facendogli compagnia.
Si tratta di una figura particolarmente utile nel caso di soggetti ansiosi, che hanno difficoltà a passare del tempo da soli, ma anche di cani anziani con problematiche che complicano anche solo l'uscita per una passeggiata. Un pet sitter non è infatti solo un aiuto per le necessità pratiche dell’animale anziano, ma anche uno stimolo a mantenere in allenamento il cervello ed evitare la degenerazione cognitiva.
Anche il gatto anziano presenta spesso le stesse problematiche del cane, un esempio su tutti: il dolore, che ne limita i movimenti. Non solo, pulisce meno il mantello che diventa infeltrito e deve perciò essere spazzolato quotidianamente, più volte al giorno, per rimuovere i peli morti in modo da aiutare la pelle a respirare e, nel contempo, migliorare l'umore grazie ai massaggi.
Un pet sitter offre un’assistenza personalizzata rispetto al singolo soggetto ed è quindi decisamente differente rispetto all'opzione di usufruire di una pensione per animali. Proprio per tale motivo, a meno che non si tratti di una persona di propria conoscenza, dovrà essere scelto a seguito di un esame accurato: andrà effettuato un colloquio volto a verificare sia le qualità umane (in primis una forte empatia e amore per gli animali) sia quelle professionali. Bisognerà appurare come interagisce con il nostro compagno peloso e come viene accolto da questo.
I servizi offerti
Normalmente si ritrovano due principali modalità con le quali un pet sitter offre i propri servizi. Una per così dire “classica” per cui il professionista viene a domicilio, secondo orari prestabiliti, per portare a passeggio il cane. Esistono però anche servizi di house sitting: ovvero la persona rimane a casa nella casa della famiglia quando i componenti sono via. Per esempio durante la giornata, la sera o anche per periodi prolungati durante le vacanze o trasferte di lavoro. Una opzione particolarmente indicata per quei soggetti con patologie comportamentali che impediscono loro di uscire (fobie, ansia, ecc): il pet sitter potrà tenere loro compagnia, accudirli, condurli in luoghi conosciuti per le deiezioni e così via.
Lo stesso tipo di servizio può essere svolto per il gatto, che è un animale solitario, ma anche sociale e socievole, che ama interagire con altri esseri viventi e non desidera stare da solo per lunghe ore durante il giorno. Non tutti i gatti sono disposti a spostarsi, anche per brevi periodi, durante le vacanze dei famigliari, per cui avere una persona che si occupa di loro è una soluzione meno stressante.
Un pet sitter può assolvere anche alla funzione di trasporto dell’animale e della persona che vive con lui, in particolare se anziana o disabile o senza un mezzo di trasporto, dal veterinario o presso il toelettatore o anche da amici che vivono fuori città.
Se questo professionista possiede uno o più cani, oppure segue un gruppo di animali che sa gestire e di cui conosce il comportamento, può inserire un soggetto normo-comportamentale che ha poche occasioni di socializzare con i consimili. In città non sempre per i compagni degli animali è facile aiutare i cuccioli o gli adulti a socializzare tra loro perché prevale la paura che si possa arrivare a una aggressione con la conseguenza che i cani vivono spesso isolati.
Come scegliere un pet sitter
Naturalmente è importante scegliere in modo avveduto il/la professionista a cui affidare il proprio compagno a quattro zampe. È utile richiedere un colloquio preliminare, conoscitivo, nel corso del quale sarà possibile raccogliere informazioni sull’attività che svolge, sondare le sue competenze, se abbia seguito corsi specifici, ecc. Inoltre se il petsitter porterà il cane a casa sua e lo farà incontrare con i suoi animali, sarà buona cosa chiedere di ispezionare il luogo e di conoscere i soggetti che vivono con lui/lei.
Una passeggiata insieme sarà utile per mostrare al pet sitter i percorsi che abitualmente si compiono con il cane, informandolo delle sue abitudini e osservano come lo gestisce e come interagisce con esso.
Consiglio di accogliere il professionista in casa: questo serve a constatare se è in grado di creare un rapporto sereno con il cane o il gatto che dovrà accudire, vedere se l’animale lo accetta e se è rilassato in sua presenza. Potrebbe non bastare una sola visita conoscitiva, per cui sarebbe bene ripetere l’incontro anche all’aperto, fino a quando l’animale non mostra di accogliere benevolmente la persona.
Possiamo senz'altro concludere che, anche in considerazione di quanto fino ad ora affermato, non ci si può improvvisare pet sitter. Purtroppo la normativa attuale, non riconoscendo legalmente questa figura professionale, non garantisce il possesso di requisiti standardizzati e ufficiali per intraprendere un'attività di questo tipo. Ecco perché bisognerà prestare ancora più attenzione e verificare approfonditamente il curriculum delle persone con cui ci si interfaccerà, in modo da essere certi di non essere in presenza di sprovveduti. Le conseguenze, specie se ci si trova ad affrontare emergenze o se il nostro è un soggetto fragile, possono essere anche fatali per l'animale affidato.
A cura di
Franco Fassola
Medico Veterinario esperto in Comportamento Animale
e Interventi Assistiti con gli Animali