La vacanza insieme al nostro cane è un’esperienza di condivisione molto bella per tutta la famiglia. In fondo il cane vive per condividere e ama moltissimo seguirci in ciò che facciamo, naturalmente se non ha fobie specifiche che gli impediscono di godere di qualche ambiente o di situazioni sconosciute.
Indubbiamente è più semplice viaggiare accanto ad un cane giovane e dinamico, ben educato, curioso e adattabile di fronte alle novità, ma con i giusti accorgimenti e qualche attenzione in più, non è detto che si debba rinunciare a condividere una fresca vacanza in montagna solo perché il nostro amico ha qualche acciacco dovuto all’età che avanza.

Quali possono essere i disagi di nonno cane?
Invecchiando anche il cane, esattamente come noi, ha la necessità di una solida routine che gli permetta di avere punti fermi nella sua giornata, in casa, per le uscite e per tutto ciò che riguarda la vita quotidiana.
La flessibilità cognitiva, infatti, con l’avanzare dell’età si riduce e i cambiamenti possono rivelarsi destabilizzanti per il nostro amico. Anche l’apparato locomotorio spesso perde qualche colpo con l’età tanto che camminare può diventare difficile, ancor più se la passeggiata è su tragitti disconnessi, faticosi, ad alta quota.
Tutto ciò però non deve scoraggiarci dal continuare a condividere le vacanze con il nostro cane, che siano al mare o in montagna, però rende fondamentale l’adozione di quegli accorgimenti che ci permettono di tutelarlo e che faranno sì che anche per lui la vacanza possa essere un momento piacevole, non faticoso e divertente.
In merito al primo aspetto, l’invecchiamento cognitivo, sarebbe opportuno programmare il viaggio adeguandolo alle sue esigenze. Se il cane la notte normalmente dorme bene e senza interruzioni, possiamo programmare un viaggio notturno associando due aspetti preventivi: riposerà durante il viaggio e non sentirà caldo, con il relativo stress psico – fisico che questo comporterebbe. Se il viaggio da affrontare fosse lungo, valutiamo se e quando fare eventuali pause, sulla base delle sue necessità e rimanendo con lui in macchina nel caso si decidesse di farne una mentre lui sta beatamente riposando.
All’arrivo sarà altrettanto importante dedicare del tempo al cane per aiutarlo ed incoraggiarlo a scoprire la nuova casa, esplorare i dintorni, collocando subito in casa tutti i suoi riferimenti importanti: ciotole, cuccia, giocattoli – se ne ha e se ama averli con sé – snack, oggetti con gli odori di casa.
Non dimenticate che comunque per lui la casa vacanza – o hotel che sia – rappresentano una grande novità e un cambiamento della routine, quindi sarà bene mettere in conto che potrebbe non essere in grado di sopportare il distacco e rimanere da solo anche per pochi minuti. Proprio per questo motivo, nel programmare la vacanza bisognerà che ci sia sempre qualcuno insieme al “nonno cane”.
Le passeggiate in montagna: quali precauzioni, quali strumenti
Innanzitutto così come per noi prevediamo scarpe comode per un trekking in montagna, è opportuno scegliere per il cane una comoda pettorina, morbida e ben aderente, munirsi di un lungo guinzaglio, la cosiddetta lunghina, di 5 o 10 metri, da usare esclusivamente in ambienti ampi e lungo i sentieri in montagna. Con questi strumenti il cane potrà muoversi bene, perlustrare, camminare al passo che gli è più consono e sarà comunque in sicurezza, senza avere alcun fastidio nella sollecitazione che un collare può provocare sul collo, respirando bene, muovendosi comodamente.
Per scrupolo è possibile applicare un dispositivo GPS sulla pettorina in modo tale da poterlo rintracciare nel caso in cui dovesse malauguratamente allontanarsi in un momento di distrazione, o dovesse scappare per spavento o perdersi perché si è scelto superficialmente di dargli un momento di libertà.
Il passeggino, lo zaino, il carrello e altri supporti
Come accennato nel precedente paragrafo, un altro problema che colpisce spesso il cane anziano è la difficoltà a deambulare. Camminare diventa faticoso, a volte doloroso e quindi ciò che dovrebbe essere un piacere potrebbe trasformarsi in un problema, soprattutto dopo i primi giorni durante i quali potrebbe aver già esaurito le energie nell’entusiasmo delle prime passeggiate.
A tale proposito potrebbe essere importante valutare di utilizzare altri strumenti di supporto per il nostro amico affinché possa seguirci anche nelle passeggiate più lunghe e impegnative, quelle che potrebbero creargli delle difficoltà. A seconda della taglia del cane e del grado di difficoltà che questo manifesta nella deambulazione, è necessario scegliere lo strumento adeguato, che meglio si adatta alle sue necessità.
In linea generale per un cane di grande taglia abbiamo meno soluzioni rispetto a quanto possiamo fare per quelli di media e piccola taglia, ma vi sono comunque delle opzioni di scelta.
Per questi soggetti lo strumento utilizzabile potrebbe essere il carrello. Che lo si usi attaccandolo a traino della bicicletta oppure lo si manovri a mano, questo può essere molto utile per portare in passeggiata un cane di taglia medio – grande con una disabilità invalidante perché possa passeggiare con noi. Che si tratti di un cane che non ha più capacità di camminare a lungo o che non cammini affatto, o sia un soggetto che si affatica facilmente, che è impacciato da deficit sensoriali – ipoacusia o ipovisione, ad esempio – o ancora che soffra di difficoltà respiratorie, anche un soggetto di grande taglia potrà comunque partecipare al trekking, trainato mentre sta comodamente sdraiato nella sua regale carrozza, purché ci sia qualcuno della famiglia che abbia energie e forze a sufficienza per farlo.
Analogamente al carrello, possiamo pensare di usare il passeggino nel caso in cui il nostro amico sia di piccola o media taglia. Anche in questo caso, questo strumento permette al cane di partecipare al trekking senza dover fare sforzi eccessivi o vivere il disagio della difficoltà che potrebbe incontrare muovendosi su un sentiero in salita, magari con l’aggravante di una respirazione appesantita dall’alta quota.
Infine, sempre per i cani di piccola o media taglia, oltre al passeggino possiamo optare per altri strumenti ad oggi in commercio. Esistono, infatti, degli appositi zaini che svolgono una funzione simile ai marsupi che vengono utilizzati per portare a passeggio i bambini di pochi mesi. Il trasporto del cane nello zaino/marsupio, però, richiede un uso molto più attento rispetto a passeggini e carrelli, poiché il contenimento e la postura possono provocare maggiore disagio al cane. La posizione innaturale che inevitabilmente l’animale ha quando trasportato nello zaino potrebbe infatti sollecitare delle zone del corpo che già sono dolenti o provocare un irrigidimento muscolare, rendendo quella che dovrebbe essere una premurosa attenzione, una fonte di fastidio o dolore. Per l’utilizzo di questo strumento, pertanto, potrebbe essere opportuno valutare pro e contro a seconda del caso specifico, chiedere un parere al medico veterinario curante e, perché no, anche all’ortopedico che segue il cane, nel caso di soggetti che abbiano avuto necessità di questo tipo di aiuto.
Sicuramente per cani di taglia molto piccola, che pesano pochi chili, potrebbero esserci meno problemi conseguenti al trasporto in zaino dato che l’impatto del peso sarebbe inferiore e che la taglia ridotta permette loro di stare in una posizione quadrupedale normale oppure accucciati come se fossero sul proprio cuscino. Nel caso di cani di taglia medio – piccola o media, invece, andranno valutati più aspetti per stabilire pro e contro.
Come abituarlo al viaggio in carrozza
Qualunque sia lo strumento che si sceglierà per facilitare il nostro amico e permettergli di vivere con noi una bella passeggiata in montagna – o in campagna o in città – andrà messo in conto che il cane difficilmente sarà disposto ad entrarci come se niente fosse e a rimanere lì dentro, ancor più nel momento in cui comincia a muoversi il mezzo – passeggino o carrello – oppure la persona che indossa lo zaino.
Non diamo per scontato che un cane, a prescindere dall’età, possa rimanere tranquillo e rilassato percependo il movimento di qualcosa su cui è sdraiato – o di qualcuno che lo tiene sollevato. Le prime volte potrebbe essere preoccupato o addirittura spaventarsi se non si è valutato il tempo necessario perché possa prendere confidenza con la novità.
L’instabilità, il rumore, l’impossibilità di toccare ed esplorare direttamente ciò che incontra, di fermarsi o decidere la direzione da prendere, non sono sensazioni facili da elaborare, ancor più se si tratta di un animale anziano che, inevitabilmente, in modo più o meno impattante e manifesto, ha comunque perso un po’ della sua adattabilità e potrebbe avere anche più difficoltà a tenersi in equilibrio oppure a vedere o sentire chiaramente ciò che ha intorno.
Pertanto, se si decide di far partecipare il cane a una vacanza dove prevediamo di fare lunghe passeggiate, ben venga la premura di scegliere uno strumento per alleggerirlo dalla fatica e renderlo partecipe anche quando avremo la necessità di camminare per molto tempo o in situazioni faticose, acquistandolo per tempo e presentandolo gradualmente.
Cominciamo a presentargli lo strumento scelto tenendolo in casa, ben visibile e raggiungibile dal nostro nonno cane. Possiamo invitarlo ad accomodarsi dentro allo zaino posato a terra o al passeggino, naturalmente aiutandolo a salirci, o al carrello mentre sono ben fermi e stabili, evitando di spostarli non appena il cane sarà entrato o si rilasserà. Potremo invece offrirgli uno snack da masticare, per aiutarlo a rilassarsi lì dentro alla nuova “cuccia”, sistemarci la sua copertina preferita, sederci accanto a lui quando ce lo facciamo entrare.
Solo quando si sarà abituato e lo vedremo rilassato e tranquillo dentro al suo passeggino, o nel carrellino o nella borsa zaino per cani, ogni volta che sarà entrato, allora potremo cominciare a fargli conoscere la sensazione del movimento, a piccolissimi passi, senza fretta e sempre comunque in casa, per ridurre al minimo gli elementi preoccupanti. Andando avanti per gradi, seguendo i suoi tempi, sarà possibile successivamente fargli sperimentare brevi passeggiate in luoghi che conosce, dentro alla sua regale carrozza, senza forzare mai la mano e senza esagerare.
In questo modo potremo portare anche il nostro cane, seppur anziano, ad acquisire una nuova abitudine e competenza, a godersi le comodità riservate ai nonni cani, dandogli la possibilità di vivere con noi bellissime avventure senza stressare eccessivamente il suo corpo.
A cura della dott.ssa Maria Chiara Catalani,
Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale
Centro Veterinario Gregorio VII - Roma - BluVet
Presidente Senior SISCA
PhD Fisiopatologia e Medicina Anim. d'Affezione
Consulente MyLav